L’Archivio Svelato

La mostra documentaria sul grande progetto di riordino e restauro dell’Archivio Storico della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni e del Comune di Asiago

L’Archivio Svelato

 

Asiago, Museo Le Carceri, 16 marzo / 16 luglio 2019

 

Contenuti storico scientifici di:
Ilaria Zacchilli, Maria Michela Rodeghiero, Filippo Menegatti

con il prezioso apporto culturale di:
Sergio Bonato, Giancarlo Bortoli, Elisabetta Girardi

con la collaborazione di:
Istituto di Cultura Cimbra di Roana
Museo di Foza

Organizzazione:
Città di Asiago Assessorato al Turismo e alla Cultura
Presidenza del Consiglio Comunale
in partenariato con: 
Istituto di Cultura Cimbra di Roana
con il sostegno di:
Fondazione Cariverona

Progetto di allestimento e comunicazione visiva:
Antonio Busellato, Cristina Busellato, Roberto Busellato [studio B.LAB design]

 

Enti prestatori:
Archivio Storico del Comune di Asiago
Archivio di Stato di Vicenza
Biblioteca Bertoliana
Archivio di Stato di Venezia
Fondazione Musei Civici di Venezia
Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’Pesaro

 

L’Archivio Storico del Comune di Asiago consiste in 5 fondi principali così suddivisi:

1 ARCHIVIO DELLA SPETTABILE REGGENZA  DEI SETTE COMUNI
raccoglie i documenti della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni (arco temporale 1309-1805)
2 ARCHIVIO DEL CONSORZIO SETTE COMUNI
raccoglie i documenti relativi all’amministrazione del patrimonio collettivo ereditato della precedente istituzione (arco temporale 1805-1926)
3 ARCHIVIO DEL COMUNE DI ASIAGO
raccoglie i documenti relativi al Comune di Asiago (arco temporale 1800 ad oggi)
4 ARCHIVIO DOCUMENTI PER I DANNEGGIATI DI GUERRA DEL COMUNE DI ASIAGO
raccoglie i documenti relativi ai danneggiati e al piano di ricostruzione della Città di Asiago dopo gli eventi della Grande Guerra (arco temporale 1920-1930)
5 FONDO FOTOGRAFICO MONTI
raccoglie un eccezionale album di immagini fotografiche realizzate dall’Ufficiale Italiano Monti in stanza sull’Altopiano dei Sette Comuni nel corso degli eventi bellici del 1915/1918.

IL CONTENITORE DELLA MOSTRA: IL MUSEO LE CARCERI
Il Museo “Le Carceri” di Asiago è un grande edificio della fine del XIX secolo realizzato proprio allo scopo di prigione. Venne restaurato negli anni 90 del secolo scorso. Del fabbricato sono stati conservati tutti i caratteri tipologici originali attraverso un attento restauro conservativo di tutte le celle e gli ambienti adiacenti dei quali restano in luce le originali porte di accesso, le grate, le serrature e gli importanti meccanismi di chiusura.

L’impianto consiste principalmente di un grande atrio principale a doppia altezza al quale si affacciano gli accessi di tutte le sei celle (due delle quali sono a doppia altezza). Le 2 celle al primo piano sono accessibili dall’originale ballatoio in pietra e ferro posto al lato del grande atrio.

Al piano primo, è collegata attraverso un ponte in acciaio, un’ultima grande sala espositiva appartenente originariamente al lato d’utilizzo dedicato all’amministrazione/guardiania delle prigioni.

Per la sua conformazione architettonica e la sua posizione rispetto al centro del paese il Museo “Le Carceri” rappresenta un importante punto di riferimento per ospitare eventi e mostre di grande rilievo.

 

GLI OBIETTIVI DELLA MOSTRA 

Il progetto di mostra ha perseguito l’obiettivo di rendere accessibile per la prima volta al grande pubblico il prezioso patrimonio custodito nell’Archivio Storico del Comune di Asiago al termine di un grande progetto di riordino e restauro, compiuto in quasi sette anni di paziente lavoro di catalogazione e recupero.

Cos’è un archivio storico? Com’è fatto e com’è organizzato? Cosa custodisce di tanto importante? Come può essere utile alla comunità? Sono le domande a cui abbiamo pensato per edificare un progetto di mostra che possa avvicinare il grande pubblico al tema della storia e del territorio, perché molte delle risposte alle domande sul nostro futuro possono essere cercate nella nostra storia.

 

IL PROGETTO DI MOSTRA

Il tema fondante del progetto di mostra è stato quello di restituire ed esporre i documenti dell’Archivio Storico connettendoli ad una rappresentazione diacronica della storia dei Sette Comuni (time line) e ai temi storici, territoriali e sociali ad essi collegati. Attraverso questa macchina espositiva il fruitore potrà scoprire i contenuti dell’Archivio Storico mediante la possibilità di poterli collegare e contestualizzare nello spazio-tempo. 

Pensando allo spazio del museo “Le Carceri”, il progetto ha previsto lo sviluppo della “time-line” lungo il grande atrio centrale e la collocazione/esposizione dei documenti dell’archivio e dei temi collegati nelle celle laterali. Seguendo questo schema i contenuti in mostra potevano essere consultati seguendo un percorso che idealmente ricalcava la logica dell’ipertesto delle pagine web, dove il fruitore, guidato da continui collegamenti era libero di navigare ed esplorare i contenuti seguendo i propri interessi e la volontà di approfondirli.

Time line e focus: l’organizzazione logica dell’esposizione
Come premesso, la restituzione diacronica della storia dei Sette Comuni organizzata lungo la linea temporale della time line è stata connessa ai documenti dell’Archivio e ai temi di approfondimento nelle celle laterali. 

Nelle sei celle sono state approfondite alcune tematiche (focus) ritenute fondamentali per comprendere le peculiarità e l’identità di questo territorio unico. L’ampia stanza al piano primo collegata con il “ponte” al ballatoio della sala centrale sarà dedicata alla Grande Guerra e alla restituzione delle fotografie inedite dell’abum “Monti”. 

I focus della mostra presentati nelle sei celle sono:

 1 – La Spettabile Reggenza dei Sette Comuni e i rapporti con l’esterno: i privilegi ottenuti dai dominanti da Mastino Della Scala alla dedizione alla Serenissima Repubblica di Venezia, le raccolte delle esenzioni e dei privilegi fino al 1803. Il ruolo dei nunzi, veri e propri diplomatici residenti nelle città del Veneto (ricordiamo Domenico Rigoni Stern). 

2 – La Spettabile Reggenza dei Sette Comuni: l’autogoverno. Struttura interna ed organizzazione dei colonnelli e delle vicinie, le delibere dei reggenti.

3 – Gestione del patrimonio geografico. La difesa dei confini dagli imperiali e la secolare lite con Vicenza, la nascita della milizia armata. 

4 – Gestione del patrimonio: inalienabile, indivisibile inusucapibile. Il diritto di pensionatico, la transumanza e le malghe, i boschi. 

5 – Asiago prima della Grande Guerra: le opere pubbliche come la ferrovia, le strade, l’acquedotto, il turismo invernale ed estivo, la comparsa di edifici liberty, primi arrivi dei soldati in Altopiano. 

6 – La Ricostruzione di Asiago: i progetti per l’edilizia pubblica (il concorso per il Municipio di Asiago) e i progetti per l’edilizia privata (dai progetti delle malghe, agli alberghi e alle ville alpine), grazie al Consorzio per la ricostruzione tra i danneggiati di guerra.

 

L’impianto scenico e il sistema di narrazione creativa 

Un archivio diviene tale quando un’insieme di documenti prodotti o acquisiti da un ente durante lo svolgimento della propria attività vengono collegati tra loro da un nesso logico e necessario (detto vincolo archivistico). Su questa definizione si è fondato il progetto di mostra che altro non è voluto essere che una restituzione tridimensionale dei vincoli di collegamento che il “sistema archivio” lega un documento a un altro.

Al centro della scena del grande atrio è stata collocata la time line, un “muro del tempo” che lungo la sua facciata principale ha ospitato l’impianto grafico dedicato alla rappresentazione diacronica della storia dei Sette Comuni dal 1309 (anno di fondazione della reggenza) al 1920 (anno della ricostruzione). Attorno alla time line, sono stati organizzati i collegamenti alle celle e ai documenti, che sono stati presentati su apposite teche espositive. Queste ultime, tutte trasparenti, hanno riportato su pellicola opalina il testo di trascrizione/presentazione del documento stesso, detto anche regesto.
Alle teche, a loro volta, sono stati collegati i temi narrativi e le tavole di approfondimento: dal pannello didascalico, alla restituzione video. I temi di approfondimento sono stati di carattere narrativo ed evocativo: aneddoti, storie e leggende popolari, spesso connessi con il grande lavoro di Mario Rigoni Stern, la cui figura in questa mostra, ha occupato un posto di rilievo. 

In chiusura, la grande sala del piano primo ha ospitato la proiezione delle immagini tratte dal Fondo Fotografico Monti. 

Questo progetto ha seguito l’importante principio di voler accompagnare il visitatore della mostra al piacere della scoperta e alla rivelazione che non sempre la storia può essere rappresentata in modo lineare, cioè come una semplice consequenzialità di eventi, ma che gli eventi stessi possono essere connessi a molti altri temi paralleli come quelli legati alla vita e all’emancipazione di una piccola ma grande comunità di montagna.

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